Scoperte prove di una lavorazione meccanica usate sulle Piramidi di Giza

Scoperte prove di una lavorazione meccanica usate sulle Piramidi di Giza

L’uso di macchine automatiche piuttosto che utensili a mano per la produzione di oggetti ha iniziato a diffondersi fra il 1700 ed il 1800 in Europa, in contrasto con le tradizioni artigianali dei tempi precedenti e proiettando così la società verso una nuova era. Tuttavia, l’impiego di macchine automatiche, anche nei tempi più remoti, sembra essere più frequente di quanto si possa credere.
Recentemente, stando ad alcune nuove prove, è apparso che l’impresa della costruzione delle piramidi egiziane è stata realizzata in gran parte con l’ausilio di macchine utensili. Mentre si sostiene che ogni blocco sia stato tagliato in modo semplice e con scalpelli di bronzo, molti di questi blocchi sembrano essere stati tagliati invece con seghe circolari, forse di un tipo manuale trasformato poi in qualcosa di più avanzato grazie ad una fonte di alimentazione differente.

Per realizzare questa colossale opera pare vi siano voluti venti anni, il taglio di oltre due milioni di blocchi di grandi dimensioni in tali forme, così precise sembra più probabile che sia stato fatto grazie all’utilizzo di seghe circolari automatiche piuttosto che con scalpelli metallici. Non sarebbe stato possibile infatti, completare l’operazione in soli venti anni senza l’ausilio di strumenti tecnologicamente più avanzati.

L’egittologo Brian Foerster ha dedicato la sua vita a studiare l’uso di macchine utensili in Egitto. L’uso della tecnologia come trapani tubolari per la realizzazione di fori nella roccia è ben conosciuto.

Molti fori circolari di perfetta fattura si trovano su pietre di basalto, praticamente impossibili da fare su rocce così dure e con strumenti metallici così primitivi..

Scoperte prove di una lavorazione meccanica usate sulle Piramidi di Giza
Scoperte prove di una lavorazione meccanica usate sulle Piramidi di Giza

Le immani distanze che separavano le miniere da cui si estraevano i blocchi, al cantiere in cui sarebbero poi dovuti essere posati, si parla di oltre 500 miglia, divengono al solo pensiero impraticabili, a meno che gli egizi non fossero in possesso di tecnologie superiori anche per il trasporto.

Son stati ritrovati anche tanti oggetti di grandi dimensioni in pietra dei quali non si conosce l’utilizzo ma che possono ricordare degli ingranaggi. Potrebbero gli antichi egizi aver fatto grandi ingranaggi di pietra, e in caso affermativo, a quale scopo?

Ci sono anche alcune testimonianze in pitture e sculture di tecnologie ancora più avanzate come aeromobili e illuminazione elettrica.
Che la corrente elettrica sia stata utilizzata come fonte energetica, nel passato, non è una novità, in medioriente son state rinvenute diverse ‘batterie’ antichissime. Però rimane ancora sconosciuto l’utilizzo di questa fonte energetica; si immagina per l’illuminazione privata e pubblica. Nel libro di Brian Foerster, “Lost Ancient Technology Of Egypt”, si discute l’argomento in modo molto più dettagliato.

Articolo tratto da Hackthematrix

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